Google Chrome OS cambierà Linux?
Postet on 29. Nov, 2009 by Sebastiano in Google
Editoriale – La notizia chiave tecnologica della settimana scorsa – ma a cavallo con la settimana precedente – è stata Google Chrome OS, il nuovo sistema operativo di Google: i dettagli (pochi) ufficiali, la pre-beta trapelata in rete e scaricabile, la notizia – bomba – che gli ingegneri di Ubuntu stiano progettando Google Chrome OS sotto contratto (questo blog ne ha dato notizia sembra in esclusiva; non si capisce perchè una notizia così importante l’abbiano taciuto i migliori siti tecnologici). E a un esame forse superciale verrebbe da dire che non sarà certo GoogleChrome OS a impensierire il successo di Windows 7 e, più in generale, il predominio imbarazzante (per gli altri, chiacchiere a parte) dei sistemi Windows. Ma proviamo invece a fare un esame meno superficiale, più approfondito, nonostante quello che sappiamo sia ancora poco.
Infatti quello che già sappiamo di Chrome OS ci fa fare delle riflessioni, d’accordo con betanews:
- il sistema sarà libero e open source
- è costruito su kernel Linux ma il sistema di finestre è completamente nuovo
- supporterà architetture x86 e ARM
- non è portatile come Android ma potrebbero esserci delle ‘sovrapposizioni’
- Acer, Adobe, ASUS, Freescale, Hewlett-Packard, Lenovo, Qualcomm, Texas Instruments e Toshiba supportano il sistema (dettaglio non trascurabile)
- Matthew Papakipos, direttore del progetto Chrome OS è anche direttore del progetto HTML 5 Open Web Platform, in cui Google sta impiegando molte risorse
- supporta nativamente applicazioni Web allo stesso modo di applicazioni desktop
- l’architettura base di sicurezza del computer è stata completamente ridisegnata
Si, a pensarci bene quello che già sappiamo non è poco; Google crea il suo sistema operativo avendo già siglato accordi (conosciamo solo pochi dettagli) con Canonical e con case leader costruttori di PC. Il progetto potrebbe essere in due tempi (ma è una mia idea): una prima fase in cui si educa la maggior parte degli utenti, abituata a sistemi Windows, a prendere confidenza e a usare un sistema Linux, sia pure molto particolare, come abbiamo visto. In una seconda fase gli accordi e i progetti di Google e Canonical potrebbero portare a lancio di un sistema operativo pù universale; insomma Google Chrome OS potrebbe influenzare la futura architettura di Ubuntu, e viceversa. E non dimentichiamo che Chrome OS è progettato sin dall’inizio per essere anche compatibile con processori ARM (apparecchi mobili).
Microsoft in apparenza può dormire ancora sonni tranquilli; ma chi sa dire per quanto tempo?
Altre notizie degne di nota della settimana scorsa sono state:
- l’ennesima innovazione di Opera Browser
- l’empasse di NVIDIA; ricordiamoci che ha chiuso l’anno 2009 – finito il 25 gennaio scorso – con un passivo di 30 milioni di dollari, qui e qui. NVIDIA non fa comunicazioni ufficiali. Auguri; meglio la concorrenza che un mercato con pochi interpreti principali.
Editoriale di Sebastiano Cannata
7 Responses to “Google Chrome OS cambierà Linux?”
Trackbacks/Pingbacks
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01. Dec, 2009
[...] detto, Google Chrome Os è stata la notizia tecnologica più importante della settimana scorsa. Ed è [...]
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01. Dec, 2009
[...] Dicevamo? Dicevamo che del Sistema Operativo di Google si parla e si continuerà a parlare in rete, sino al giorno del suo rilascio ufficiale. Per esempio, mi sono imbattuto nella traduzione in italiano del video di presentazione in inglese di Google chrome OS. Il video, doppiato a cura di BananAffair.it. Non resta che andare a vederlo. [...]



andrea
29. Nov, 2009
uhm… cromeos sarà basato sicuramente su computer poco potenti tipo atom e sue evoluzioni (e comunque l’arm potrà pure essere migliore ad un atom ma non certo può essere paragonato ad un coreduo) solo che essendo basato su linux i video di youtube arrancheranno parecchio… quelli silverlight idem …
Da cui: o google convince adobe e microsoft a fare dei codec ed applicazioni ad ok per la sua distribuzione (e quindi per linux in generale) o dubito che i contenuti web possano essere fruibili in maniera soddisfacente da questi dispositivi. in più dubito che la microsoft agevoli un suo concorrente scrivendo client messenger (o di altri suoi servizi) per cromeos (a stento e controvoglia lo fa per piattaforma mac).. insomma avrei preferito di puù un OS a tutto tondo basato su linux che non questa versione castrata che dovrà dipendere troppo da decisioni (assolutamente non scontate) di altri giganti del settore. ci vorra tutto l’hype di google per imporre sul mercato la sua piattaforma (la apple ci è riuscita ma non è detto che la cosa riesca a tutte le multinazionali).
andrea
29. Nov, 2009
ops.. scusate per l’italiano
devo correre a mangiare
ciaoooo
Sebastiano
29. Nov, 2009
Andrea, l’argomento che sollevi è importante, poichè è importante la visione fluida di video e l’utilizzo di altri media. Io, tutto sommato, non ho particolari problemi con Ubuntu e i video di Youtube. Però il capitolo Silverlight si capisce che apre scenari importanti, tanto è vero che Microsoft e Apple hanno fatto un accordo in tal senso per portare lo streaming Silverlight in iPhone.
Prendo atto che definisci questa versione castrata e dipendente da altri (è per la statistica) ma ti ricordo che non siamo ancora alla versione definitiva. La versione a ‘tutto tondo’ io ho pronostcato che potrebbe arrivare in futuro.
A questo punto buona cena
Andy
30. Nov, 2009
Con Google non sarà tanto open… il bello di linux è che puoi modificarlo, dargli un tuo nome, un logo e la distribuzione è di tua “proprietà” (non nel senso stretto della parola). E si possono fare distribuzioni basate su altre distribuzioni… siamo sicuri che Google permetterà di modificare il suo OS, di farci mettere sopra un’altro nome e un’altro logo? Mmmmmmmm… secondo me no e il caso di Android insegna.
Sebastiano
30. Nov, 2009
Dubbi legittimi Andy. Ma l’open source non aveva regole ‘ferree’ a cui non si poteva sfuggire?